Ficarazzo Michele nasce ad Andria nel 1975. Dopo un breve periodo di lavoro a Milano ritorna nella sua terra dove, allievo del maestro Carmine Conversano, fa propri i segreti della pittura antica. Prosegue in autonomia gli studi sull’arte universale e sui classici; frequenta artisti, scultori e studiosi in un viaggio continuo alla ricerca di emozioni da imprigionare sulla tela. Tra i suoi mentori di maggiore rilievo compare la figura di Carlo Fusca. I soggetti inanimati nella natura morta di Ficarazzo tornano a vivere. Sinfonie di forme plastiche, luci e colori invitano il lettore a tendere le mani verso la tela. La forza espressiva di Ficarazzo si manifesta nella attenzione alla composizione volumetrica, nel trattamento stupefacente dei colori e nell’intensità delle luci che caratterizzano le sue creature iperrealistiche. 2001 - Estemporanea - Trani 2002 - Fotografia e pittura - Andria - Conc. naz. "C. Marzardi" - Salsomaggiore - Collettiva - Conversano 2003 - Rassegna internazionale di pittura - San Remo - Biennale di pittura - Spotorno - Rassegna internazionale d'arte - Torino - Collettiva primavera "Galleria Studio 5" - Conversano - Collettiva "Galleria sotto le stelle" - Turi - Collettiva "via Nazareth" - Barletta - Collettiva - Salsomaggiore - Expoarte - Padova L'artista con le sue opere, che si inseriscono in quella che potremmo definire "pittura colta" ci restituisce frammenti di realtà visti con un occhio sensibile ed attento scevro della freneticità dei nostri giorni. Ficarazzo, infatti, fa della meditazione e della "lentezza" pittorica i suoi punti di forza che trovano riscontro soltanto nelle tele secentesche a partire da Caravaggio. La sua attenzione in chiave moderna di questo tipo di pittura, che a prima vista potremmo riduttivamente definire "iperrealista", ci porta in un mondo sospeso nel quale gli oggetti, le nature morte, le figure sembrano pervasi da una sospensione temporale che li sottrae all'inflessibile scorrere del tempo. Nella pittura di Michele Ficarazzo nessun elemento è fuori posto, tutto è ordinato in una visione compositiva che a me piace definire pulita e rifinita; ogni frutto, ogni foglia, ogni risvolto di stoffa, è un rivolto di ricerca armoniosa che supera ogni naturalismo e trascende la visione reale su supporti armoniosi suggeriti dalle perfette suggestioni che il reale suggerisce. La natura è poesia e la poesia è arte, quindi l'arte è natura. Dipingere la natura non vuol dire copiare servilmente la realtà; anzi, cogliere tra infiniti rapporti che essa sugerisce un'armonia consona al nutrimento della propria anima. Nella pittura di Michele domina la luce di una delicata e limpida armonia di forme sottoposte ad una continua vibrazione, usando una pennellata morbida, fluttuante, che non si spezza mai e non perde mai il contatto con l'evento spontaneo scaturito dalla natura. Una natura visiva che assomma delicatezza e verità di accenni vellutati, composizioni e ricchezze di toni liberi, meravigliosamente schiariti da una luce interiore. E' l'artista che ci conduce all'essenza delle sue emozioni e noi, possiamo seguirlo nel suo itinerario interiore e dividere con lui l'amore per la natura